A Coredo si possono ammirare innumerevoli edifici storici

Castel Coredo

Castel Còredo è la dimora più importante del paese, ed anche la più antica. Non si sa quando esattamente siano state gettate le prima fondamenta, ma è certo che il castello fu fabbricato verso la fine del XII secolo da Oluradino e Nicolò di Còredo. La famiglia dei Còredo fu tra le più importanti del Trentino; di essa si distinguono tre rami. Il primo è quello che discende da Oluradino, fondatore del castello; la linea di Oluradino si estinse nel 1474 con la morte di Antonio di Còredo, Massaro delle Valli. Gli antichi documenti ci dicono come i Còredo rivestissero importanti cariche ed intervenissero negli affari più rilevanti del principato; essi presero parte molto attiva alle lotte feudali. La genealogia della famiglia Coret è estremamente complessa e molti sono gli studiosi di cose trentine che se ne sono occupati. Qui interessa rilevare che il casato ha lasciato tracce di se su tutta l'Anàuna e nel Trentino; molte sono le case, in numerosi paesi vicini e lontani a Còredo, in cui lo stemma gentilizio dei Coret sta a testimoniare la presenza di un ramo della famiglia.

Castel Bragher

Il castello prende il suo nome dal primo proprietario, un certo Bragherio di Coredo, che lo ricevette in feudo verso la fine del XIII secolo. Inizialmente la costruzione era costituita solamente dal mastio centrale con funzione di controllo sulla strada che portava nell’abitato di Coredo. Passato ben presto in proprietà alla ricca famiglia Thun, Castel Bragher venne gradualmente arricchito, nel corso di quasi quattro secoli, fino a divenire una delle più eleganti residenze castellane della Val di Non. Gli edifici si susseguono in altezza ricoperti dalle tradizionali scandole (tegole in larice).Nel cortile la chiesetta di San Celestino, consacrata nel 1452, custodisce un prezioso ciclo di affreschi quattrocenteschi del pittore Jacopo Sunter sul tema della Passione di Cristo. Ancora di proprietà dei discendenti della famiglia Thun il castello non è oggi visitabile; dall’esterno tuttavia sono ammirabili il muro di cinta merlato e l'antico ponte coperto ligneo presso l'accesso occidentale al maniero.

Palazzo Nero

E’ sicuramente il fuoco l’elemento dominante nella plurisecolare storia del Palazzo Nero, ammirabile, nella sua maestosità, a pochi metri dal centro di Coredo. Il suo nome deriva infatti probabilmente dai segni lasciati sulle sue pareti dagli incendi appiccati dai contadini in rivolta nel corso del Quattrocento. La sua fama, tuttavia, è tristemente nota in tutta la Val di Non soprattutto a causa dell’orribile rogo, che si svolse nella piazza antistante il palazzo, nel quale, nel 1614, persero la vita dieci persone accusate di stregoneria. Eretto nel corso del XV secolo, per volere del principe vescovo Giorgio II Hack, il palazzo rimase per tutto il corso del secolo un’importante sede giurisdizionale

San Romedio

Quello di S. Romedio è certamente uno dei santuari più caratteristici non solo del Trentino ma d'Europa. Emana un'aura di solennità e mistero, forse per l'incredibile posizione al centro di una profonda e selvaggia gola, in cima ad un picco roccioso alto quasi 100 mt. Si tratta di un ardito complesso architettonico formato da ben cinque chiesette sovrapposte in altezza, edificate in epoche diverse, collegate tra loro da una ripida scalinata. La più antica fu eretta in cima al torrione roccioso intorno all'anno 1000, dove era sepolto, in una tomba di roccia, l'eremita S. Romedio.

In passato per molti anni il santuario ha avuto un ospite un po' inusuale ma che è stato protagonista della storia del santo: l'orso.

 

 


 

Appartamenti Brentari Cornelio - Via Vaiaren, 4 - 38010 Coredo (TN)